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Parma: una sinfonia di profumi nella Capitale della Cultura 2020

Sull’antica via Emilia, quella strada che il console romano Emilio Lepido volle far costruire per unire Rimini a Piacenza e proteggere il grande Impero Romano dalle invasioni barbariche, nel 183 a.C arrivò Parma con il suo Foro romano collocato in quella che oggi è la piazza civile, sede di ogni appuntamento e fermento cittadino! Dai Longobardi ai Borbone, dai Romani a Maria Luigia d’Austria, tante furono le influenze che nel corso dei secoli arricchirono Parma di un gusto e un aroma sempre più ricercati. C’è un’atmosfera particolare che riempie le strette vie del centro, un’atmosfera talvolta romantica ed elegante che fece innamorare il grande Stendhal, un’atmosfera talvolta nebbiosa e avvolgente che ispirò grandi scrittori come Bevilacqua e Bertolucci e un’atmosfera che talvolta si ubriaca con l’inebriante profumo di Lambrusco e Malvasia che donano quella frizzantezza vivace e gioiosa che contraddistingue il cuore di ogni pramzan!

Parma, capitale della cultura nel 2020 fa parlare tanto di sè, l’ha sempre fatto…fin dai tempi dei Farnese che nel XVI secolo l’hanno fatta diventare la capitale del piccolo Ducato di Parma e Piacenza, abbellita come tutte le capitali dallo sfarzo dei loro sovrani e con un torrente, “la Pärma”, che la attraversa, a volte ahimè la inonda e che da sempre la divide in due quartieri che dipingono perfettamente le due facce della città! Un torrente che tutti in città amano distrattamente chiamare il fiume di Parma…perchè come ogni grande capitale anche la nostra Parma ha un piccolo fiume che bagna i suoi viali! Oltretorrente o Parma bene…eccola la doppia vita, il duplice volto! Basta attraversare il Ponte di Mezzo e andare verso ovest per scoprire la Parma del popolo, quella dalle vie contorte e dal carattere vivace ed orgoglioso, fatta di servi, artigiani, monaci e operai, fatta di coloro che hanno portato avanti il fermento riformatore mazziniano, di coloro che si sono opposti con qualsiasi mezzo all’entrata delle milizie fasciste e che hanno portato avanti da sempre quel cuore così orgoglioso e fiero che ben descrive lo spirito della città!

E dall’altra parte fa l’occhiolino la Parma ricca, la Parma vecchia, quella del Battistero e del Duomo, quella fatta di botteghe storiche, fatta di palazzi superbi, le cui strade a tipica centuriazione romana brulicano di borse, borsine e borsette ricche di ogni ben di Dio, dove la gente tra un caffè e l’altro parla di calcio, politica e musica, dove la sera se non metti i tacchi non sei nel posto giusto, perchè questa è la parte di Parma dove l’eleganza regna sovrana! Il giallo Parma colora le facciate ora neoclassiche ora barocche e porta alla mente l’oro giallo, il re, l’indiscusso sovrano dalla grana inconfondibile e dal gusto unico, quel Re dei formaggi che da nove secoli inonda le fondine dei parmigiani e la cui quantità…non è mai troppa! Eccolo il Parmigiano Reggiano che riecheggia in ogni vicolo e con Prosciutto di Parma, Culatello di Zibello, Salame di Felino, Tartufi, Porcini e pasta fresca non fa che colorare le vetrine delle botteghe e trasformarle in vere e proprie gallerie d’arte la cui sosta è d’obbligo e il biglietto d’ingresso un piacere per il palato!

Ma Parma è tanto altro, è musica non solo per i golosi ma anche per gli appassionati! Non c’è parmigiano che non sappia fischiettare il “Libiamo” di Traviata del grande Giuseppe Verdi e che non sia curioso di sapere se il famigerato Loggione, detto la piccionaia, del teatro Regio ha gradito o meno la Prima della stagione operistica! Il Regio è considerato tra i teatri operistici più importanti nel panorama nazionale e la musica è troppo cara alla città per non avere un pubblico altrettanto esigente! Non è un caso che talenti come Verdi e Toscanini abbiano i natali in questa zona…è grazie alla ricchezza culturale che in particolare i Borbone e Maria Luisa d’Austria hanno portato nella città che questi grandi artisti sono riusciti ad esprimere quel genio che li ha resi eterni!

E poi ancora il teatro Farnese con la imponenza sontuosa voluta dal Duca Ranuccio I Farnese che nel 1618 fa erigere il teatro nella sala d’arme dell’immenso Palazzo della Pilotta e lo inaugura 10 anni dopo in occasione delle nozze del figlio con Margherita de Medici con stupefacenti celebrazioni. Ma altrettanto stupefacente fu ascoltare la tuonante ira divina del “Dies irae” di Messa da Requiem nel Festival Verdi del 2011, quando ogni gradinata vibrava dall’emozione. Ottobre è il mese della Musica, ottobre è il mese di nascita del Maestro Verdi ed è il mese in cui Parma suona in ogni angolo le note delle Sue opere immortali con il Festival Verdi!

Città Capitale della Cultura nel 2020, ma già dal 2015 Città creativa UNESCO per la gastronomia! Una Parma che fin nella facciata della Cattedrale edificata nel XII secolo riporta in un bassorilievo l’uccisione del maiale nel mese di novembre, perchè qui si faceva e si fa il formaggio, si alimentano i maiali con il siero di latte e poi con le ricche cosce a novembre si fanno i prosciutti e leccornia con tutto il resto del “goszen“! Una città la cui anima è talmente radicata nel buon cibo che anche durante l’opera tra un atto e l’altro nessuno a teatro si priva di un buon bicchiere di Malvasia accompagnato da due fette di Prosciutto di Parma!

Parma è una città dove si vive bene, si sfreccia in bicicletta tra una piazza e l’altra e la gente è fiera e orgogliosa tanto da non voler abbandonare il buon dialetto! E’ godereccia, è ricca e golosa ma non perde mai quel tocco di semplice raffinatezza che la rende così intima, curiosa e un pochino…snob, come direbbero i vicini invidiosi di Reggio Emilia e Modena! Ma… è tutta una questione di Stile…risponderebbe un parmigiano DOC! Vi aspettiamo numerosi per Parma2020!

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